Recent Articles:

“Romanzo di una strage”: il mio giudizio

di Francesco “baro” Barilli

Ieri sera ero alla prima di “Romanzo di una strage”: ci sono molte cose da dire, per cui riduco il preambolo al necessario.

Darò il mio giudizio in appunti sparsi. I primi sono sul film in sé. Non sono un grande intenditore di cinema, per cui le mie valutazioni su questo aspetto non sono una recensione artistica, ma semplici impressioni personali da spettatore.

I secondi – che più m’interessano – sono sui contenuti. Chi segue il mio blog e ha letto un paio d’anni fa lo “scambio d’opinioni” fra me e Paolo Cucchiarelli (autore de “Il segreto di Piazza Fontana”, libro a cui è ispirato il film) sa che mi sono accostato al film con molti dubbi. Sa anche che ho promesso di NON tornare su quella polemica; una promessa che rispetterò: quindi tutti i contenuti che seguono sono relativi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE al lavoro di Marco Tullio Giordana. E devo ammettere che proprio Giordana mi facilita nel compito di non riaprire la discussione circa il libro di Cucchiarelli. “Romanzo di una strage” attinge dal libro, ma lo fa con molta libertà. Questo, indirettamente, è il primo apprezzamento che posso fare a Giordana; ce ne saranno altri, ma pure qualche critica…

 

*******

 

Passiamo agli “appunti sparsi”. I primi, come accennato, sono puramente artistici. E, lo dico subito, ferma restando la mia limitata competenza cinematografica, i meriti sono superiori ai difetti.

 

La scena dell’esplosione è terribile ed emozionante. Qualcuno dirà che creare “tensione narrativa” in immagini del genere non era poi difficile. E’ vero solo in parte: a me ha colpito la drammaticità degli attimi successivi, e contemporaneamente la grande delicatezza con cui vengono affrontati. Il silenzio, la gente che non si capacita subito di quanto successo… Un “bravo” particolare a Giordana per aver evitato di caricare la scena con elementi raccapriccianti o pietistici: non ci sono urla, pianti, ma solo il peso incombente di una tragedia le cui dimensioni si fanno chiare poco a poco.

 

Gli attori sono convincenti. Avevo sentito grandi complimenti per Favino/Pinelli: meritati, ma Mastandrea/Calabresi forse è ancor più bravo. E alcune parti “minori” (“minori” solo nel senso che la loro presenza sullo schermo è quantitativamente inferiore) sono addirittura meglio:  ad esempio, Michela Cescon con pochissime battute dà l’idea dell’enorme spessore umano di Licia Pinelli. Peraltro devo dire che l’apprezzamento, in questo campo, non va solo agli attori, ma proprio a Giordana. Il “suo” Freda appare in poche sequenze, ma bastano a tratteggiare il personaggio, la personalità, l’alone inquietante che lo caratterizza.

 

Fermo restando il giudizio positivo, un paio di pecche sul piano “recitativo” (di cui, è bene ribadirlo, non sono un intenditore) ci sono.

 

La prima è quella più importante. E a dire il vero è più “di contenuto” che non “formale”, quindi più grave… Valpreda è dipinto come una macchietta, per non dire peggio. Anch’io di Valpreda scrissi (nei redazionali del fumetto firmato da me e Matteo Fenoglio): “Corre l’obbligo di sottolineare che sicuramente in gioventù l’anarchico milanese ebbe frequentazioni e posizioni discutibili. Ad esempio, Adriano Sofri, nel suo La notte che Pinelli (Sellerio, 2009) ricorda i difficili rapporti tra Valpreda e Pinelli (quest’ultimo contrassegnato da una consapevolezza politica più matura e lontana dagli eccessi del primo)”; ma aggiungevo pure “Tutto questo nulla toglie all’ingiusta odissea, umana e giudiziaria, cui fu sottoposto Pietro Valpreda”.

Intendo dire che, indipendentemente da altre considerazioni, non si deve dimenticare che Valpreda è “un innocente, accusato ingiustamente” (così sintetizzammo nel fumetto), uno che ha visto la propria vita stravolta e rovinata, facendosi anni di galera per un reato non commesso: meritava più attenzione e rispetto.

 

Altra nota dolente è Aldo Moro. L’interprete è un attore di grande spessore (Gifuni): non mi passa neanche per l’anticamera del cervello discuterne bravura o professionalità; ma il risultato a tratti è caricaturale. Credo si tratti, in parte, di esigenze cinematografiche: la matassa di avvenimenti che si dipana “verso” e “da” Piazza Fontana è ricca, terribile e ingarbugliata; rende inevitabile qualche semplificazione ANCHE nel campo delle relazioni politiche dell’epoca. I colloqui fra Moro e Saragat, però, sono un po’ troppo didascalici e “scolastici”, anche tenendo conto del limite oggettivo detto prima. Pure nell’esprimere il proprio tormento umano il “Moro/Gifuni” dà l’impressione, più che del tormento, di un certo imbarazzo.

 

*******

 

Veniamo ora agli appunti sul contenuto. Anche in questo campo a mia opinione quelli positivi sono superiori ai negativi; ma quelli negativi pesano…

 

Il film ha il grosso merito di dipingere personaggi tridimensionali, senza aver paura di mostrare anche le loro “pecche”. Prima di entrare nel dettaglio, una nota essenziale: le descrizioni che seguono riguardano esclusivamente “il narrato” del film, che NON necessariamente coincide con le mie convinzioni circa “l’aderenza al reale” di alcune ricostruzioni.

 

Di Pinelli viene restituita la dignità e la statura morale; ma non si nasconde la sua reticenza nel tacere l’incontro con un personaggio ambiguo, nonché compromesso e compromettente, come Sottosanti (una reticenza, sia chiaro, assolutamente comprensibile).

 

Calabresi è “l’eroe”, nella ricostruzione del film. Ma non se ne tacciono i silenzi e le ambiguità, specie relativamente alla famosa conferenza stampa della notte fra il 15 e il 16 dicembre, subito seguente la caduta di Pinelli. Silenzi e ambiguità che semplicemente vengono addebitati a scelte (scellerate e tutt’altro che in buona fede) dei suoi superiori, Guida e Allegra, a cui il giovane commissario non ha la prontezza o il coraggio d’opporsi. Analogamente, il regista non nasconde l’indecente decisione di non avvertire tempestivamente Licia della caduta del marito (sarà avvertita solo dai giornalisti, mentre Pino è in condizioni disperate al Fatebenefratelli), scelta che anche in questo caso sembra ricadere sui superiori del commissario; a Calabresi resta il peso della risposta alla vedova (“perché non m’avete avvertita?”; “signora, qui siamo tutti molto impegnati”, citando a memoria) che però avviene in un momento di concitazione e sempre come conseguenza diretta della gestione Guida/Allegra.

 

Dei difetti “estetici” nella rappresentazione di Moro ho già detto. Nella sostanza, si tratta di un personaggio dipinto come fermo oppositore di ogni deriva antidemocratica. Nonostante questo, è proprio lui – sempre nella ricostruzione di Giordana – a insabbiare per primo la ricerca della verità, seppure per “superiori ragioni del Paese”. In sintesi: Moro lavora affinchè non sia dichiarato lo stato d’emergenza e non vengano ristrette le garanzie costituzionali; ma nel contempo offre a Saragat il silenzio sulle sue conclusioni, che già a fine dicembre 1969 lo avrebbero portato a capire non solo la matrice fascista della strage, ma pure le connivenze all’interno degli apparati dello stato. Moro sembra ritenere che il Paese “non possa reggere” alla rivelazione della verità, e per questo (“anche” per questo) sceglie il silenzio.

 

La morte di Pinelli merita qualche premessa.

1.     Sull’argomento fatico a essere obbiettivo, visto l’affetto che mi lega a Licia, Claudia e Silvia. E visto l’interesse personale che ho sempre avuto per il “caso Pinelli”.

2.     Parlare della morte del ferroviere anarchico (questa è una postilla che vale per molti degli argomenti trattati nel film) significa muoversi in un campo minato. Indipendentemente dalle proprie convinzioni, e dagli elementi che le supportano, si ha a che fare con esiti storici e processuali che fissano paletti precisi, oltre i quali c’è non tanto il pericolo quanto la certezza di pesanti denunce. Certo, si potrebbe obbiettare che un artista può scalzare i paletti e scrivere liberamente “la verità di cui è intimamente convinto”, ma si sconfinerebbe nell’accademia (non credo esista un editore/produttore che pubblicherebbe un libro/un film in cui sia certo l’esito di una denuncia per diffamazione). Ma atteniamoci ai fatti: lo si condivida o meno, Giordana ha preso atto dei “paletti”, scegliendo di muoversi al loro interno; nel caso della morte di Pinelli l’ha fatto con serietà e una buona dose di coraggio.

Premesso questo: nel film è resa efficacemente la pressione indecente esercitata nei confronti di Pinelli. Viene denunciato il suo fermo, già protrattosi oltre i limiti di legge al momento dell’ultimo e fatale interrogatorio. Viene formulata in modo chiaro e deciso l’ipotesi che si voglia “incastrare” l’anarchico, per chiudere in fretta il caso e realizzare un comodo “pacchetto di colpevoli” tutto interno al mondo dell’anarchia (fra l’ambiente milanese di Pinelli e quello romano di Valpreda – che, ricordo, all’epoca dei fatti militava nel circolo “22 marzo” di Roma). Gli attimi fatali della caduta non sono mostrati (alla luce delle scelte esposte in premessa NON poteva essere altrimenti) ma le responsabilità degli agenti (in particolare di Panessa) nel film sono ben più che adombrate.

Circa l’annosa questione della presenza o meno di Calabresi nella stanza, Giordana dà una propria lettura che regge il “vaglio del plausibile” (il “vaglio del reale” è altra faccenda: mi dilungherei troppo, e non è il caso d’affrontarla, avendone scritto più volte in passato), tentando anche la quadratura del cerchio fra l’uscita dalla stanza del Commissario e la testimonianza di Valitutti (compagno anarchico che sostenne di non aver visto Calabresi uscire dalla sua stanza prima della tragedia, confermando sempre questa versione). Nella ricostruzione di Giordana, Calabresi esce dalla stanza, ma Valitutti può non averlo notato.

Insomma: in sostanza sulla morte di Pinelli Giordana ha fatto un lavoro egregio, tenuto conto dei limiti all’interno dei quali ha scelto di muoversi.

 

Veniamo ora alla famosa/famigerata teoria della “doppia bomba”, che tanto ha messo in allarme (anche) me.

 

(AVVERTENZA: SE PROSEGUITE NELLA LETTURA AVRETE ANTICIPAZIONI CIRCA IL FINALE DEL FILM)

 

Letta l’avvertenza???? Bene, allora proseguiamo…

 

Devo ammettere d’aver fatto un salto sulla poltroncina negli ultimi dieci minuti del film. E di essere rimasto con la sensazione “questa scena DEVO rivederla…”.

Perché la sorpresa, fermo restando che DAVVERO la scena finale sarebbe da rivedere con più calma, è grossa…

 

La teoria, che ho controbattuto in passato, della “bomba rossa” (un ordigno sostanzialmente innocuo, la cui esplosione sarebbe stata fissata a banca chiusa e depositata da Valpreda) “raddoppiata”, a insaputa di Valpreda, dalla “bomba nera” che diventa vera causa della strage purtroppo nel film c’è. Ma SEMBRA essere solo un’ipotesi investigativa a cui stava lavorando Calabresi prima di essere ucciso. Un’ipotesi a cui il commissario credeva, ma doveva ancora riscontrare compiutamente (sia chiaro: sto sempre e solo riportando quanto presente nel film).

Calabresi confida la propria ipotesi in un lungo e serrato colloquio con “un prefetto” (senza nome, ma la cui identificazione è pacifica in Federico Umberto D’Amato dell’ufficio affari riservati). D’Amato risponde in modo sibillino: e se Valpreda non c’entrasse nulla? E se le bombe fossero state davvero due, ma entrambe “nere”, una posata da uno dei possibili “sosia di Valpreda” (per incastrare l’anarchico) e “quella vera” dagli stragisti veri e propri (ossia: una “nera e basta” e una “nera dei servizi”, senza nessun coinvolgimento degli anarchici)?

 

Dopo questa scena, il film si chiude con l’uccisione di Calabresi. Nulla di più viene detto/mostrato, ma nello spettatore si insinua il dubbio che Calabresi sia stato eliminato in quanto ormai “scomodo” per lo Stato e troppo vicino alla verità.

 

Nel primo articolo scritto con Saverio Ferrari sul libro di Cucchiarelli dicemmo chiaramente che alla doppia bomba NON credevamo. Un giudizio che confermo, anche se ammetto che l’ipotesi “due bombe, entrambe nere” meriterebbe un approfondimento, anche per considerazioni che proprio io e Saverio scrivemmo in quell’articolo: “Considerazioni a parte sono invece dovute a un altro particolare che Cucchiarelli evidenzia nel libro: il ritrovamento di un pezzo di miccia, menzionato nella fase iniziale delle indagini e poi inspiegabilmente uscito di scena, che fa pensare a un ordigno il cui innesco fosse di tipologia diverso da quello ormai consolidato nella storia di Piazza Fontana (ossia: un innesco a miccia in luogo del famoso timer). Questo particolare è forse il più rilevante fra quelli apparsi nella prima e più interessante parte del volume, nonché difficile da controdedurre. Resta però un elemento solitario, da solo insufficiente per avallare ricostruzioni alternative a quella che la Magistratura ha già puntualmente descritto, pur senza arrivare a responsabilità personali”.

 

Ribadisco: la scena è troppo importante. Dovrei rivederla per maturare un vero giudizio (che, allo stato e su questo punto, non è positivo).

*******

Il mio giudizio complessivo…

Non cercate in “Romanzo di una strage” il film perfetto e definitivo su Piazza Fontana. Ma sappiate che quello è probabilmente impossibile da realizzare. Le vicende sono troppe, si intrecciano formando nodi inestricabili. Non consentono una narrazione complessa (troppo lunga e dispersiva; richiederebbe un’opera totalmente estranea alla lunghezza e alla “forma classica” di un film); e rendono difficile una narrazione sintetica (troppe cose si sarebbe costretti a lasciare fuori). Inoltre, sono molteplici e variegate le sensibilità toccate dalla vicenda e dal suo successivo dipanarsi: impossibile trattare tutte con uguale accortezza.

Credo che chiunque abbia lavorato seriamente su Piazza Fontana (magistrati o scrittori; giornalisti o storici che siano) possa trovare dei difetti nel film di Giordana; se lo spettatore è invece, più semplicemente, “un cittadino che vuole sapere” (e in fondo proprio a lui è indirizzato il film) “Romanzo di una strage” può essere un buon inizio. Fa quel che deve fare un film (o un libro): non “regala la verità”, ma fa riflettere. Offre un quadro in cui nitidamente emergono le responsabilità della destra eversiva, le connivenze dello Stato, il senso d’impotenza per una giustizia negata da più di quarant’anni. Forse ci si poteva fermare lì.

GJ
Graphic journalism

Due progetti curati da Gianluca Costantini, il primo è Graphic Journalism e il secondo progetto è S.C.N. Serious Comic News realizzato da Costantini in collaborazione con gli studenti del Biennio specialistico LINGUAGGI DEL FUMETTO dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Disegni sull’attualità, Costantini è autore di diverse storie di graphic journalism.

Zamboni160x107
Quando a Bologna i fascisti torturavano

Di Renato Sasdelli Gli storici e i politici revisionisti rappresentano il fascismo del ventennio come un regime autoritario ma in fondo bonaccione, così come il fascismo di Salò impegnato a limitare le violenze dei tedeschi contro la popolazione. E i giovani repubblichini intenti a  combattere unicamente per gli ideali, inconsapevoli …

Per non dimenticare

“Non dimenticheremo, opereremo perché l’Italia non dimentichi ma tragga insegnamenti e forza”. Il riferimento è al terrorismo, alla violenza politica e alla criminalità organizzata che hanno devastato il nostro paese. Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato il ruolo del “Portale Rete degli archivi, per non …

NOCS160x107
Nonnismo e violenze nei corpi speciali della polizia

Violenze e nonnismo tra i corpi speciali di polizia, una denuncia fa scoprire pratiche al limite tra la perversione e la pura violenza di gruppo.
Un blogger fa un’analisi di come le violenze e gli abusi vengono nascosti o non puniti nei corpi speciali delle forze dell’ordine o dell’esercito.

ustica_160x107
Strage di Ustica: 100 milioni di risarcimento per i familiari delle vittime

Dopo un processo durato tre anni, i ministeri dei Trasporti e della Difesa sono stati condannati a pagare un risarcimento di 100 milioni di euro ai familiari dei passeggeri che persero la vita sull’aereo Itavia la sera del 27 giugno 1980.

Seguici su twitter



In Evidenza

Mercoledì 04 Aprile 2012 - 16:02

“Romanzo di una strage”: il mio giudizio
Un intervento di Francesco "baro" Barilli a proposito del film "Romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana. "Chi segue il mio blog e ha letto un paio d’anni fa lo “scambio d’opinioni” fra me e Paolo Cucchiarelli (autore de “Il segreto di Piazza Fontana”, libro a cui è ispirato il film) sa che mi sono accostato al film con molti dubbi. Sa anche che ho promesso di NON tornare su quella polemica; una promessa che rispetterò: quindi tutti i contenuti che seguono sono relativi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE al lavoro di Marco Tullio Giordana." leggi tutto...

News

Domenica 01 Aprile 2012 - 11:22

Occupy Piazza Affari
"Trentamila persone hanno occupato piazza Affari a Milano per protestare contro il governo Monti. Sulla scia del movimento Occupy Wall Street i manifestanti hanno chiesto la tutela del diritto al lavoro e un' economia più giusta e sostenibile." leggi tutto...

Domenica 01 Aprile 2012 - 10:47

Cosa succede in Siria?
Dalle notizie che possiamo leggere dai media sembra molto chiaro che il regime Siriano di Assad stia spegnendo con estrema violenza la voglia di cambiamento che ha abbracciato in questo ultimo anno tutto il mondo arabo. Eppure i fatti raccontati in questa intervista non coincodono per nulla con quelli che vengono presentati dalle TV e giornali di mezzo mondo. leggi tutto...

Venerdì 13 Gennaio 2012 - 11:20

La nike risarcirà gli operai indonesiani
Una vittoria miracolosa quella ottenuta dal sindacato indonesiano. leggi tutto...

Segnalazioni

Graphic journalism
Due progetti curati da Gianluca Costantini, il primo è Graphic Journalism e il secondo progetto è S.C.N. Serious Comic News realizzato da Costantini in collaborazione con gli studenti del Biennio specialistico LINGUAGGI DEL FUMETTO dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. Disegni sull'attualità, Costantini è autore di diverse storie di graphic journalism. leggi tutto...

Gulag,Donna non rieducabile,Cecenia la guerra degli altri.
Il 27 gennaio alle ore 9,Presso l'istituto Dante - Via Nicolò Tomaseo 10, Vittorio Veneto (TV) - avrà inizio Gulag e Memoria: Campagna di Mondo in Cammino 2012 "Dar voce alle voci". leggi tutto...

Il Suono di una Sola Mano
Questo è un articolo di Marco Rizzo sulla presentazione del libro, di Maddalena Rostagno e Andrea Gentile, "Il suono di una sola mano – Storia di mio padre Mauro Rostagno" leggi tutto...

Solidarietà, 40 bambini di Chernobyl a Modena per le feste natalizie
Come stanno i bambini a Chernobyl? Sono passati parecchi anni e ancora oggi si parla di “un tasso di contaminazione di radiazioni nucleari molto elevato. Per questo motivo sono tante le iniziative nel mondo che propongono ai bambini di Chernobyl dei brevi soggiorni in territori lontani da quelle radiazioni. Anche quest’anno, a Modena, arriveranno dalle città di Kagarlik e Rzhisciv, in Ucraina, un gruppo di 40 bambini, di età compresa tra gli 8 ed i 13 anni, per festeggiare le feste del Santo Natale nella città di Modena, secondo la tradizionale iniziativa “I bambini di Chernobyl”. leggi tutto...

L'archivio digitale del processo su Piazza Fontana
Dopo più di quarant'anni dal giorno della strage di Piazza Fontana, il presidente dell'associazione per i parenti delle vittime della strage, Carlo Arnoldi, affida al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l'archivio digitalizzato contenente gli atti del processo. L'archivio del processo di Piazza Fontana e' disponibile sul sito Rete degli Archivi: Per non dimenticare. In questo portale si possono trovare inoltre documenti e materiali relativi alla mafia e al terrorismo italiano. leggi tutto...

"Black Block" Genova dieci anni dopo
La Cineteca di Bologna stasera trasmetterà il documentario "Black Block" Genova dieci anni dopo, diretto da Carlo A. Bachschmidt . leggi tutto...

"Malapolizia" Di Adriano Chiarelli
Il 23 novembre alle ore 18, nella sala storica dell'oratorio di San Crispino, si è tenuta la presentazione di "Malapolizia", libro di Adriano Chiarelli. leggi tutto...

Pina Bausch al cinema
Dal 4 novembre 2011 nelle sale cinematografiche uscirà il lungometraggio "PINA 3D", documentario biografico diretto da Wim Wenders (Regista, rappresentante del movimento del nuovo cinema tedesco e fondatore della casa di produzione "Road Movies" negli Stati Uniti) sulla più grande coreografa rivoluzionaria del novecento Pina Bausch, deceduta il 30 giugno 2009. leggi tutto...

Mostra Laboratorio LA.P.S.U.S.

Chi è stato? La strategia della tensione e le stragi impunite(1969-1984). Dal 14 al 26 marzo 2012 l'Università statale di Milano ospiterà una mostra organizzata dal Laboratorio LA.P.S.U.S.(laboratorio progettuale studenti universitari di storia).

leggi tutto...

Omaggio a Pier Paolo Pasolini
Dal 27 ottobre 2011 al 5 novembre 2011, L'Auditorium di Roma ospiterà una mostra in commemorazione della morte del regista e scrittore Pier Paolo Pasolini, testimone oculare del cambiamento dell'italia da paese agricolo a paese industrializzato che trascinò la popolazione verso l'omologazione ed il consumismo. leggi tutto...

La terza rivoluzione industriale
Dal 25 ottobre 2011 nelle librerie Italiane è disponibile "La terza rivoluzione industriale", ultimo saggio di Jeremy Rikfin, economista, attivista del movimento pacifista e saggista, conosciuto a livello mondiale. Con questo libro Rifkin analizza la possibilità di un'alternativa per il superamento della crisi economica ed energetica. leggi tutto...

Perché bisognerebbe leggere i quotidiani?
"Perche' bisognerebbe leggere i quotidiani? Escono una volta al giorno, non contengono link diretti e non sono multimediali". Inizia con questa citazione di Rahaf Harfoush la riflessione di Dino Amenduni a proposito dell'informazione dei quotidiani su carta e on line. Lo spunto e' dato dalla notizia della morte di Steve Jobs. leggi tutto...

Ku Klux Klan in Virginia
Segnaliamo questo reportage fotografico pubblicato su LaStampa.it sul Ku Klux Klan in Virginia. Reportage realizzato dal fotografo Jim Lo Scalzo infiltratosi per poter riprendere l'attivita' degli incappucciati che organizzano spedizioni, riti e cerimonie di iniziazione. leggi tutto...

Facebook, dopo Google, entra in politica!
Il fondatore di Facebook e soci daranno vita a un Political Action Committee. Un comitato che si occuperà esclusivamente di fornire appoggio economico a partiti e candidati politici in vista delle elezioni li del 2012. Gia Google e Microsoft sono attive da tempo in azioni di lobbyng. leggi tutto...

Ebook e libreria una convivenza difficile?
Un incontro in libreria di presentazione di una collana di E-book. Questo accade alla libreria Trame di Bologna. leggi tutto...

L'outing che non piace
Nella riflessione del blog Femminismo a sud leggiamo una critica all'iniziativa di outing dei politici gay omofoni. "Sarà anche una azione eclatante ma dov’è il messaggio culturale? Quale beneficio dovrebbe apportare alle persone omosessuali quotidianamente discriminate dall’omofobia? Ci sono politici omofobi migliori e politici omofobi peggiori? leggi tutto...

E-chokhor il mantra della sostenibilità
"L'installazione è fatta di 16 parallelepipedi da ruotare per diffondere il mantra della sostenibilità ambientale. Sono gli stessi materiali che si andranno a riciclare - plastica, carta, alluminio e vetro - a comporre le pareti dei parallelepipedi che ad ogni giro daranno alla facciata una sembianza diversa, diffondendo un karma positivo". leggi tutto...

Giovanni Re
Questo è il blog di Giovanni Re un "artigiano tecnologico nei dintorni della stampa digitale", così si definisce l'autore. In effetti salta immediatamente agli occhi la combinazione tra tecnologia e passione artigianale leggi tutto...

Teatro: La signora che guarda negli occhi - martedì 26 luglio a Bologna
In occasione del XXXI anniversario della Strage di Ustica, IL GIARDINO DELLA MEMORIA presenta a Bologna lo spettacolo di Sabrina Petyx, con Maria Cucinotti, Filippo Luna, Sabrina Petyx (ingresso gratuito).
Pizzo e usura serrano intorno alle loro prede una trappola sotterranea fatta di paura e vergogna. La paura è una signora che guarda negli occhi e costringe ad abbassare la testa. La vergogna è una signora che negli occhi non si fa guardare. Che attacca alle spalle, che non si fa vedere. Una società civile stretta nella morsa della paura è destinata a soccombere. leggi tutto...

E-book: Genova, il posto sbagliato
Genova, il posto sbagliato, di Enrica Bartesaghi
Nel 2001, a Genova, c'era anche Sara, una giovane ragazza che voleva far sentire la propria voce, come tanti altri. Sabato 21 chiamò a casa per avvertire che sarebbe ripartita presto per rientrare a Lecco. Prima, però, Sara dovette passare dalla scuola Diaz per prendere le proprie cose. Da lì ebbe inizio una serie di tragici eventi: la polizia fece irruzione nella scuola, ne percosse gli occupanti e poi li trascinò via, in ospedale e poi in carcere. Per due giorni, i genitori di Sara non ricevettero notizie e, preoccupati, iniziarono una ricerca fatta di viaggi e telefonate, tra ospedali e questure. leggi tutto...

LIBRI - L'eclisse della democrazia
"Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova" è il sottotilo di questo importante libro di Vittorio Agnoletto, all'epoca portavoce del Genoa social forum, e Lorenzo Guadagnucci, giornalista che si trovava nella scuola Diaz al momento del blitz della polizia, uscito da poco nelle librerie per conto di Feltrinelli. leggi tutto...

Cronistorie

Strage alla stazione di Bologna
La cronistoria della strage di Bologna, compiuta sabato 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna.
Si tratta di uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra. leggi tutto...

Carlo Giuliani
Il 20 luglio 2001, a Genova, perse la vitaCarlo Giuliani, colpito da un proiettile esploso da una camionetta dei carabinieri. Dopo 10 anni, ancora non è chiaro quali siano state le reali circostanze della sua morte e di quella che è stata definita "La più grande sospensione dei diritti democratici, in un paese occidentale, dalla fine della Seconda guerra mondiale". leggi tutto...

Strage di Ustica
Il 22 giugno 1980, sopra i cieli di Ustica, al largo di Palermo, un DC-9 della compagnia aerea Itavia esplose in volo. Il mezzo aveva a bordo 77 passeggeri più 4 membri dell'equipaggio, tutti morti. Dopo 31 anni, ancora non è stata fatta una luce chiara su quei tragici eventi. Riassumiamo le tappe dell'evento grazie al giornalista Fabrizio Colarieti. leggi tutto...